Decreto Ristori 5

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Decreto Ristori 5

Anche il Decreto Ristori 5 ha come obiettivo quello di intervenire sulle categorie di lavoratori maggiormente compromesse dall’emergenza sanitaria.

Ristori per lavoratori autonomi

Il Decreto Ristori 5 sembra riservare una maggiore attenzione ai lavoratori autonomi e in particolare ai professionisti iscritti agli ordini, che fin ora in parte sono stati esclusi dall’accesso a sussidi ed incentivi.
Interventi cospicui sono previsti anche per bar e ristoranti e su tutte le altre attività penalizzate dalle chiusure parziali o totali.
In particolare, si prevede contributo a fondo perduto legato, anche in questo caso, al possesso di specifici requisiti, come dimostrare di aver subito, a causa della pandemia, una perdita di fatturato del 33% nell’ultimo semestre.

In sintesi, i possibili requisiti di accesso al fondo perduto sono i seguenti:

  • Lavoratori autonomi con l’estensione ai liberi professionisti iscritti alle casse di previdenza private quali commercialisti, avvocati, ingegneri;

  • Irrilevanza del colore della Regione;

  • Abbandono dell’elenco dei codici ATECO per l’individuazione dei beneficiari;

  • Ampliamento del periodo di riferimento per la perdita di fatturato.

Bonus 1000 per i lavoratori stagionali

Come per i precedenti provvedimenti, anche il Decreto ristori 5 prevederà il Bonus 1000 euro a favore dei lavoratori stagionali.

L’incentivo dovrà essere riservato, in particolare, a due categorie cioè i lavoratori stagionali del settore turismo e i lavoratori in somministrazione.

Bonus 1000 euro lavoratori non stagionali

Con il Decreto Ristori 5, si è inteso estendere le forme di incentivo già previste con i precedenti Decreti ristori ad altre categorie. In particolare lo strumento maggiormente utilizzato è il bonus 1.000 euro, il quale sarà esteso anche ai lavoratori non stagionali.

Proroghe, rateizzazioni e rottamazione

Al fine di limitare la pressione sui piccoli imprenditori, saranno previste delle disposizioni ad hoc al fine di rendere flessibili i pagamenti attesi come una proroga dei pagamenti, una rateizzazione con maggiori margini di convenienza, la sospensione e rottamazione delle cartelle esattoriali o il saldo e stralcio.

I rinvii effettuati nel 2020, infatti, rischiano di generare notevoli ripercussioni sull’economia dei cittadini, chiamati a far fronte a molteplici scadenze.

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