Decreto Ristoro: a chi spettano i nuovi fondi e in che misura

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Nuovi fondi previsti dal nuovo decreto “ristoro”

Quattro le fasce individuate:

  • ristoro al 100% (coefficiente 1) delle somme già incassate con il Dl rilancio riservato agli esercizi e alle attività con la chiusura alle ore 18( pasticcerie o gelaterie);
  • 150% (coefficiente 1,5) per chi ha subito un danno parziale, come i ristoranti, che a pranzo sono aperti e la sera possono lavorare con il servizio di asporto;
  • 200% (coefficiente 2) per quelle attività costrette a chiudere (cinema, teatri, palestre, piscine, sale giochi, scommesse o bingo, centri termali, centri benessere e fiere);
  • 400% (coefficiente 4) per le attività chiuse anche prima del nuovo Dpcm (sale da ballo e discoteche).

Per fare un esempio un ristorante che aveva ricevuto 2.600 euro dal vecchio fondo perduto, con il nuovo meccanismo vedrà aumentare di 1,5 volte l’importo fino a 4.000 euro.

  • I taxi e il Noleggio con conducente potranno chiedere un indennizzo al 100% di quanto hanno ottenuto con il Dl rilancio.
  • Gli alberghi che saranno indennizzati alla luce del crollo della presenza di turisti.

A identificare la platea dei soggetti e delle attività ammesse al fondo perduto,  saranno i codici Ateco.

Il ristoro sarà erogato anche alle attività oltre i 5 milioni di volume d’affari o di corrispettivi. Per questi soggetti l’ipotesi allo studio è parametrare il ristoro sulla base della perdita subita rispetto al 2019 ma con un tetto massimo, al momento, fissato in 150mila euro.

I fondi verranno erogati in automatico direttamente sul conto corrente già indicato per chi ha già presentato domanda entro agosto 2020, chi invece non aveva aderito alla prima edizione del fondo perduto o perché aveva un volume di affari superiore a 5 milioni, dovrà presentare domanda all’Agenzia e attendere qualche settimana in più.

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