Aprire un e-commerce: aspetti di marketing e fiscali

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Realizzare un e-commerce di successo, che genera utili e si impone sulla concorrenza, non è così semplice come sembra. Non basta costruire la piattaforma, inserirci dei prodotti, decidere i prezzi e andare on-line sperando di vendere qualcosa.

Dietro la realizzazione di un e-commerce c’è una mole enorme di lavoro, che inizia ancora prima di costruire il sito. Anche perché un e-commerce non è un semplice shop online, ma una vera e propria azienda. Quindi va pensato e gestito come tale.

In Italia, i dati relativi agli e-commerce sono impressionanti e il settore rappresenta una grande opportunità di business. In 15 anni, dal 2004 al 2019, il fatturato complessivo degli e-commerce è passato da 1,6 miliardi ad oltre 42 miliardi di euro.

AprireLaPartitaIVA.it è composta  esperti e-commerce manager che vantano una grande esperienza in quest’ambito, maturata realizzando e portando al successo diversi shop online in vari settori e da dottori commercialisti. Ciò ci permette di offrire ai nostri clienti un’offerta completa di servizi.

Se immaginassimo un e-commerce come un piatto molto complesso da realizzare, qual è la ricetta perfetta per crearlo? Questi di seguito sono gli ingredienti, ognuno dei quali diventerà un articolo del blog della serie “eCommerce”.

1)       Il punto di partenza: conosci il tuo mercato e definisci il tuo posizionamento

Oggi, erroneamente, si pensa che creare uno shop online sia semplice, poco costoso e meno impegnativo rispetto ad un negozio fisico. In realtà, un e-commerce, è più complesso, più costoso e più impegnativo rispetto al tradizionale negozio. Perché? Perché anzitutto la concorrenza non è la bottega che si trova nella strada parallela a dove si trova il tuo negozio, ma ti confronterai con l’intera nazione, il continente e probabilmente il mondo intero. Pertanto dovrai offrire un prodotto competitivo nel prezzo (senza erodere il tuo profitto), e che non sia posizionato in un mercato quasi saturo (prodotto che si trova ovunque).

Questo richiede degli sforzi in termini di potere contrattuale con i propri fornitori, ricerca di nuovi prodotti, ricerche di mercato.

Dopo aver redatto un business plan iniziale (solo questo aspetto richiederebbe un intero articolo), un’approfondita analisi del settore commerciale di pertinenza, un benchmark approfondito della concorrenza a livello di brand e di prodotto. Bisognerà quindi individuare i competitor, studiare il loro marketing e il customer care, prendere spunti vedendo cosa fanno di buono e cosa non fanno. Individuare punti deboli e punti di forza in termini di comunicazione, servizio, processi e prodotto, serve a capire come superare i concorrenti e soprattutto come distinguersi da loro.

Successivamente, sarà fondamentale individuale il potenziale buyer personas, ovvero il “prototipo” di persona che potenzialmente acquisterà il tuo prodotto. Parliamo di caratteristiche demografiche, bisogni, desideri, problemi, interessi.

Di seguito vi riportiamo un esempio di una buyer personas da noi costruita per un nostro cliente.

2) Definisci strategia e obiettivi 

Avere una strategia e degli obiettivi definiti con cognizione di causa, serve ad evitare di commettere degli errori madornali, riducendo le possibilità che tu possa sprecare risorse, tempo, soldi.

L’analisi iniziale del mercato, della concorrenza e dei buyer personas, determina la definizione dell’elemento più importante di tutti: la strategia di marketing. Parliamo del piano che contiene tutte le attività di marketing online necessarie per far conoscere il brand/prodotto, nonché i canali e gli strumenti che servono per generare visibilità e traffico verso l’eCommerce, ma soprattutto per acquisire clienti e fidelizzarli nel tempo.

Per realizzare una strategia di marketing serve tempo, ma soprattutto competenze ed esperienza, poiché le possibilità sono tante, per cui fare confusione e sperperare soldi è facilissimo. La difficoltà nasce dal fatto che gli strumenti digital a disposizione sono tantissimi. Ne citiamo alcuni giusto per dare una idea: SEO, Google Ads, Facebook Ads, Native Advertising, Email, SMS, notifiche push, Digital PR, Influencer Marketing, Affiliate, Chatbot, App mobile, ecc…

Per definire quali strumenti e canali utilizzare, con che logica e gerarchia, quanto allocare in termini di budget pubblicitario sulle piattaforme adv, si stabilisce il cosiddetto Funnel di Marketing, che è il cardine di ogni strategia di marketing.

E’ importante capire che i consumatori prima di acquistare online sugli eCommerce e anche offline nei negozi, effettuano percorsi di navigazione cross device e cross platform. Ciò significa che le persone prima di comprare utilizzano molteplici dispositivi (desktop/tablet/smartphone), in diversi contesti (da casa, dall’ufficio, in metro, in vacanza, ecc..), entrando in contatto con i brand tramite molteplici canali (motori di ricerca, marketplace, comparatori di prezzo, social network, radio, tv, affisioni, magazine, ecc..).

Questo Customer Journey così frammentato e i relativi touch point fra azienda e consumatore, implicano l’elaborazione di Funnel di Marketing Cross Canale e/o Omni Canale.

 

3) AZIONE – Apertura della partita IVA e iscrizione al registro delle imprese

Dopo aver affrontato la fase progettuale, sarà necessario passare all’azione. Se ha già un’impesa individuale o una società, puoi saltare queste righe e passare direttamente al prossimo punto, altrimenti continua a leggere.

Quindi dopo aver analizzato il mercato, stabilito gli obiettivi, formalizzato il business plan, sarà necessaria l’apertura della partita Iva e la scelta del codice attività idoneo.

Il codice attività ATECO da utilizzare è:

479110 – commercio al dettaglio di prodotti via internet

Contestualmente all’apertura della partita Iva deve essere effettuata l’iscrizione nel registro delle imprese della Camera di Commercio di competenza.

Si tratta di un adempimento telematico che ci permette contestualmente di richiedere la partita iva e l’iscrizione al Registro delle Imprese. Il costo è circa un centinaio di euro, per diritti e bolli di segreteria.

E’ necessario, inoltre, presentare, sempre telematicamente, la dichiarazione di inizio di attività al Comune dove avrà la sede della tua attività.

Ultimo adempimento riguarda il titolare dell’attività, il quale, dovrà iscriversi alla gestione commercianti dell’Inps. Si tratta di un regime previdenziale che prevede il versamento di quattro rate annuali di contributi fissi.

I contributi da versare sono obbligatori a prescindere dal reddito raggiunto nell’anno.

I costi iniziali di apertura, possono variare principalmente in base alla scelta della forma giuridica dell’impresa.  Ecco perché è importante, prima di commettere errori, affidarsi ad un consulente esperto.

 

4) Realizzazione dell’e-commerce

A questo punto, si dovrà realizzare il sito web, ovvero l’infrastruttura che permetterà ai tuoi clienti di vedere i tuoi prodotti, aggiungerli al carrello ed aquistarli.

E’ importante scegliere accuratamente la piattaforma da utilizzare (WooCommerce, Prestashop, Magento, Shopify…). Ti presenteremo in studio le varie piattaforme illustrandoti punti di forza e punti di debolezza di ciascuno, successivamente saremo noi stessi ad indicarti quale utilizzare, in base alle tue esigenze e al tuo business.

5) E ora?

Abbiamo fatto un’accurata analisi di mercato, abbiamo costituito la nostra impesa, abbiamo realizzato il sito, inserito i prodotti, e adesso? Perché non vendo?
Ovvio, perché il sito web rappresenta solo lo strumento che ti permette di vendere, ma i clienti come ti dovrebbero trovare sul web? A meno che tu non sia già una realtà consolidata a livello nazionale, lavori nella GDO, e il tuo brand è conosciuto, sarà necessario realizzare un’altra infrastruttura pubblicitaria che ti permetterà di far entrare gli utenti sul tuo sito web e successivamente portarli all’acquisto.

Studieremo, insieme a te, la migliore strategia di e-commerce marketing per il tuo business.

6) Aspetti fiscali dell’e-commerce: IVA

Iniziamo subito facendo una distinzione tra ecommerce diretto e indiretto:

  • Ecommerce diretto, quando la transazione e il bene scambiato sono online;
  • Ecommerce indiretto, quando la transazione è online ma il bene è fisico.

Vediamo in dettaglio le differenze.

Ecommerce diretto

Quando parliamo di ecommerce diretto, ci riferiamo alla vendita di prodotti virtuali intangibili (software, siti web, immagini, testi, film e musica).

Ai fini IVA queste operazioni sono assimilate alle prestazioni di servizi, ma a sua volta bisogna distinguere sempre se si tratta di operazioni B2B o B2C:

Prestazioni business to business – sono prestazioni svolte tra due soggetti passivi Iva in applicazione dell’articolo 7-ter c.1 lett. a) del DPR n.633/72. Tali prestazioni sono quindi tassate nel luogo dove ha sede il committente;

Prestazioni business to consumer – sono prestazioni svolte tra un soggetto passivo Iva e un soggetto privato e rientrano nell’ambito di applicazione dell’articolo 7-ter c.1 lett. b). Le prestazioni di servizi si considerano effettuate nel territorio dello Stato, quando sono rese da soggetti passivi stabiliti nel territorio verso committenti non soggetti passivi.

Ecommerce indiretto

In caso di ecommerce indiretto, la cessione avviene per via telematica ma la consegna dei beni, abbiamo detto, avviene tramite canali tradizionali (consegna del bene tramite vettore o spedizioniere).

Sono cessioni di beni non soggette ad obbligo di fatturazione (se non richiesta dal cliente), ne all’obbligo di certificazione mediante emissione dello scontrino o ricevuta fiscale.

I corrispettivi delle vendite devono essere comunque annotati nell’apposito registro.

Anche in questo caso bisogna fare la distinzione:

Prestazioni business to business – Le prestazioni svolte tra due soggetti Iva devono essere regolate tramite emissione di fattura, in ogni caso, così come previsto dal DPR n. 633/72.

Prestazioni business to consumer – Le operazioni svolte tra un venditore soggetto passivo Iva nel nostro Paese ed un soggetto privato devono essere annotate nel registro dei corrispettivi e sono soggette ad Iva.

Per le vendite intra UE, esse sono equiparate alle vendite a distanza e seguono la disciplina Iva applicabile alle operazioni intracomunitarie.

l’operatore economico italiano che ha effettuato la vendita applica l’IVA italiana se, nell’anno solare precedente ed in quello in corso non supera la soglia di:

  • € 100.000, oppure
  • L’eventuale minore soglia stabilita dallo Stato di residenza del cliente finale privato consumatore.

Qualora l’impresa cedente italiana supera la soglia, tale impresa:

  • E’ tenuta ad applicare in fattura l’IVA del Paese di residenza del cliente;
  • Deve identificarsi direttamente nel Paese, ovvero nominare un suo Rappresentante Fiscale.

Quindi l’operatore nazionale dovrà:

  • Acquisire una posizione IVA nello Stato di destinazione del bene;
  • Assoggettare ad imposta la cessione nello Stato di destinazione.

ATTENZIONE  dal prossimo 1° luglio 2021 entra in vigore la nuova normativa con esclusivo riferimento ai rapporti B2C.

All’interno dei paesi UE, infatti la Commissione UE ha pubblicato le note esplicative sulle nuove regole Iva in materia di commercio elettronico.

Le novità daranno luogo alle seguenti rettifiche e integrazioni alla disciplina attuale:

  • sarà introdotta un’unica soglia di € 10.000,00, comune a tutti gli stati membri, al di sotto della quale le operazioni saranno rilevanti ai fini Iva nel Paese del cedente;
  • se la predetta soglia comune sarà superata nel corso dell’anno, si applicherà, a partire da quel momento il criterio generale che le operazioni di commercio elettronico indirette saranno territorialmente rilevanti nel Paese UE di destinazione dei beni;
  • i cedenti potranno optare per la procedura semplificata MOSS.

Il MOSS è procedura che evita al cedente di identificarsi nel paese dell’acquirente e che gli consente, mediante la trasmissione di specifiche dichiarazioni Iva trimestrali, di effettuare i versamenti dell’imposta del Paese di destinazione della merce. Dal prossimo 1 luglio il MOSS verrà rinominato in OSS.

 

Perché conviene fare un’e-commerce se è più costoso, impegnativo e complesso rispetto ad un negozio tradizionale? Anzitutto avrai un mercato potenziale più ampio. Inoltre, il commercio elettronico ti mette a disposizione degli strumenti di monitoraggio che il commercio tradizionale ti offre solo in parte. Con il tuo e-commerce potrai monitorare costantemente quanti utenti visiteranno il tuo shop, quanto tempo ci staranno dentro, quali sono i prodotti più visualizzati e più venduti, quelli meno venduti, quali prodotti sono aggiunti al carrello e poi acquistati e quali non successivamente acquistati… questo ci permetterà, con il tempo, di ottimizzare sempre di più le ads.

Se vuoi aprire un e-commerce sei nel posto giusto.

Il nostro team ti seguirà in ogni fase: progettuale, operativa, marketing, fiscale e contabile.

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